Come diventare ricercatore sociale: studi e possibilità

Da diversi anni molte persone in cerca del proprio percorso lavorativo si chiedono come diventare ricercatore sociale. Questo lavoro non è ancora molto conosciuto, ma recentemente ha ulteriormente catturato l’attenzione per via dell’attualità e della necessità di figure con questo genere di competenze nei più diversi e disparati ambiti del mondo del lavoro. Vediamo insieme chi è il ricercatore sociale, cosa fa e soprattutto quali sono i percorsi di studio per diventare ricercatore.

Ricercatore: cosa fa?

ricercatore sociale ed economicoLa semplice definizione di ricercatore non è sufficiente, questo termine è generico e applicabile a situazioni e inquadramenti molto diversi. Stiamo parlando di come diventare ricercatore sociale. Questa figura, che a volte può essere definita del ricercatore sociale ed economico è generalmente specializzato nell’analisi dei fenomeni di tipo sociale, economico e culturale. Ha competenze anche dal punto di vista dello studio politico e organizzativo.

Molto spesso il ruolo del ricercatore sociale coincide con l’interpretazione di dati specifici, analizzati in connessione e in concomitanza con il contesto sociale. Attraverso questi dati e altri strumenti e metodologie della ricerca porta avanti indagini sociali nell’ambito di progetti commissionati da enti di vario genere: istituzioni, enti privati o pubblici (come la Commissione Europe, i Ministeri, le Regioni o anche le Università)

Le sue attività di ricerca sono sovvenzionate con finanziamenti di questi enti che spesso promulgano attività di promozione dello sviluppo scientifico, culturale, tecnologico, economico e sociale. Insomma, si tratta di un lavoro nuovo ma bellissimo, molto interessante e pieno di stimoli.

Nello specifico il Ricercatore sociale può lavorare all’interno di un’equipe, o per valutare e monitorare i progetti e i finanziamenti arrivati o a cui attingere, oppure per elaborare lui stesso i progetti di ricerca, eventualmente in collaborazione con altre figure o istituzioni.

Seguendo le linee guida del progetto fornite dall’ente finanziatore l’idea progettuale viene sviluppata attraverso la raccolta di dati e l’utilizzo di tecniche di rilevazione o metodologie di campionamento come questionari e interviste.

In linea di massima le tipologie di progetti su cui lavora il ricercatore sociale sono i seguenti:

  • Welfare e inclusione sociale
  • Inserimento lavorativo
  • Disuguaglianze e mobilità sociale
  • Servizi sociali o socio-sanitari
  • Cooperazione
  • Misure di assistenza
  • Servizi alla persona

Diventare ricercatore: gli studi e le opportunità

Per diventare ricercatore è necessario intraprendere un percorso universitario. Tra i corsi di laurea e le facoltà più adatte per qualificarsi a svolgere questo lavoro troviamo la facoltà di Economia (soprattutto per ricercatori sociali ed economici) e ovviamente la facoltà di Sociologia.

Le opportunità di studio stanno fiorendo con una certa frequenza ma è doveroso scegliere con attenzione. La proposta dell’Università Niccolò Cusano si distingue per essere nata recentemente, dopo uno studio attento del settore e della richiesta metodologica e didattica da parte di questo settore e degli studenti interessati a raggiungerlo.

Il corso di Studio magistrale in Sociologia e ricerca sociale è finalizzato alla formazione di sociologi. Consente allo studente di sviluppare una conoscenza avanzata delle discipline sociologiche, non solo in una veste teorica ma soprattutto applicativa.

Grazie a un piano di studi strutturato per fornire equilibrio tra pratica e teoria gli studenti avranno la possibilità di affinare la capacità di analisi dei fenomeni sociali in modo interdisciplinare, indagando i processi di tipo demografico e i flussi interculturali, per esempio.

Il percorso universitario permette di maturare le abilità essenziali del ricercatore sociale: dimestichezza nell’uso delle conoscenze statistiche, psicologiche e giuridiche. Proprio questo quadro ampio dal punto di vista disciplinare permetterà allo studente di diventare un professionista trasversale, in grado di integrarsi perfettamente nei diversi contesti.

Il laureato, alla fine del percorso universitario, potrà lavorare come ricercatore sociale. Le sue competenze metodologiche relative alla costruzione, rilevamento, trattamento e interpretazione dei dati pertinenti alla ricerca sociale saranno immediatamente spendibili ove sia richiesta una professionalità alta per fronteggiare lo studio di situazioni complesse.

Analista del cambiamento: come diventare ricercatore sociale

lavorare come ricercatore socialeL’Università Niccolò Cusano, da sempre all’avanguardia nel campo della formazione a distanza, ha scelto di creare questo corso di laurea magistrale in Sociologia e ricerca sociale proprio per aver compreso quanto sia richiesta questa figura professionale e quanto si avverta la necessità di personale formato in questo settore nel mondo del lavoro.

I corsi di laurea Niccolò Cusano si distinguono proprio per saper guardare al presente e individuare il seme delle prospettive future. Nei prossimi anni il numero di ricercatori sociali sarà in aumento, sia nella domanda che nella offerta, era di vitale importanza lavorare al fine di strutturare un percorso universitario capace di affrontare questa necessità al meglio.

Il laureato acquisirà le competenze per lavorare come sociologo analista del cambiamento e ricercatore sociale. Potrà intraprendere progetti di ricerca e attività di ricerca mettendo in campo le sue conoscenze e metodologie e portando avanti indagini in campi di ricerca diversi e anche insoliti, sviluppando nuove strade.

 

Sbocchi occupazionali per il ricercatore sociale

Il laureato in Sociologia e ricerca sociale potrà inserirsi in tutte le aree in cui si richiede l’applicazione delle tecniche della ricerca sociale. Il lavoro come ricercatore sociale e sociologo analista viene svolto in contesti ormai sempre più ampi, sono molte anche le aziende che ricorrono a queste figure, insieme alle associazioni no profit, le organizzazioni di cooperazione sociale, uffici di relazione con il pubblico e di comunicazione, uffici di ricerca, programmazione e pianificazione dei servizi sociali e delle politiche pubbliche, uffici di gestione del personale e di ricerca di mercato, agenzie di sondaggio di opinione, istituti di ricerca sociale con compiti esecutivi e con responsabilità nella raccolta e nell’elaborazione di dati.

All’interno di questi campi svolgerà procedure di campionamento ed elaborerà report e materiale di vario tipo da condividere insieme al team di lavoro o da divulgare alle figure di riferimento o all’esterno, come attestazione della realizzazione degli obiettivi professionali raggiunti.

In sintesi, ecco cosa fa il ricercatore sociale:

  • ricercatore sociale in università, centri di ricerca e centri studi, siano essi afferenti al settore pubblico o privato
  • centri/istituti/agenzie (pubblici e privati) di ricerca sociale, studio e documentazione;
  • associazioni e organizzazioni del terzo settore
  • amministrazioni pubbliche (centrali e locali)
  • imprese ed enti privati e cooperativi
  • funzioni di consulenza, coordinamento e direzione nell’ambito della ricerca sociale e della pubblica amministrazione

Corso di laurea magistrale in Sociologia e ricerca sociale

Infine, indichiamo il piano del percorso formativo e la struttura che segue il corso di laurea magistrale per diventare ricercatore sociale. La durata è biennale.

Il primo anno di corso viene affrontata la formazione specialistica connessa ai settori della sociologia, verranno pertanto approfondite le seguenti materie:

  • Sociologia politica
  • Sociologia della devianza
  • Sociologia delle religioni
  • Sociologia dello sviluppo territoriale

A queste si affiancano altre materie, come Demografia e Statistica sociale, utili ad apprendere l’analisi empirica dei dati. Il lavoro del ricercatore sociale non può prescindere dagli aspetti etici della professione, di conseguenza l’esame di Etica e ricerca sociale rientra a pieno titolo nel piano di studi, insieme allo Studio della società internazionale.

Il secondo anno, oltre all’approfondimento di una lingua straniera, si affronteranno gli aspetti psicologici e giuridici necessari a costituire quel pensiero interdisciplinare di cui abbiamo già parlato, in un’ottica nazionale e internazionale della formazione.

Grazie all’impostazione della didattica telematica gli studenti saranno sempre supportati dai docenti attraverso gli strumenti interattivi. Verranno spinti a elaborare personalmente, sia in forma orale che scritta, il pensiero appreso, attraverso tesine, elaborati, schemi interpretativi e relazioni, in cui dimostreranno di aver assorbito la visione interdisciplinare che il corso di laurea magistrale persegue.


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