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Come diventare psicologo infantile: studi e opportunità

Commenti disabilitati su Come diventare psicologo infantile: studi e opportunità Studiare a Chieti

Diventare psicologi infantile è il tuo sogno? Se vuoi studiare il mondo del bambino, della sua evoluzione e inserirti in un contesto lavorativo utile e interessante come quello connesso a questa disciplina il nostro suggerimento è quello di intraprendere degli studi mirati in Psicologia e via via specializzarti in questo settore di interesse. È un campo delicato, in cui la preparazione svolge un ruolo cruciale. Commettere errori o non saper intervenire adeguatamente può avere conseguenze anche gravi su bambini. Il mondo dell’infanzia va tutelato e tra gli aspetti che non possono mancare al futuro psicologo infantile spiccano l’adeguata preparazione e un’attitudine spiccata verse le relazioni.

Come diventare psicologo infantile

psicologo pediatricoLo psicologo dell’infanzia è un mestiere bellissimo. Spesso chi sceglie di intraprendere questo cammino lo fa motivato da una passione, da valori di solidarietà, da sensibilità particolare per il benessere dei minori. Tutti aspetti positivi e nobili. Nonostante sia fondamentale che il professionista in psicologia infantile abbia dei solidi valori questi possono non bastare. Per operare nel migliore dei modi è necessario possedere abilità e requisiti di professionalità che vanno oltre la sensibilità personale. La formazione in psicologia infantile parte dalla classica laurea in Psicologia.

Il primo passaggio è il corso di laurea triennale in Scienze e Tecniche psicologiche, a cui si aggiunge il corso di laurea magistrale in Psicologia con relativi curriculum specifici. La formazione migliore è quella che riesce a mettere in campo un piano di studi equilibrato dal punto di vista teorico e pratico. Se la conoscenza disciplinare è imprescindibile non può mancare neanche l’aspetto esperienziale. Per questo motivo per il conseguimento della laurea viene spesso richiesto un tirocinio, questo è ancora più importante se vuoi diventare psicologo pediatrico, un campo attraversato da peculiarità che possono essere apprese efficacemente solo tramite l’esperienza. A termine del tirocinio e successivamente al conseguimento della laurea in seguito alla discussione della tesi si può intraprendere l’iter per svolgere ufficialmente la professione. Gli studenti possono accedere ai corsi magistrali presso l’Università di Chieti in Psicologia, che eroga i corsi di laurea magistrale con diversi curriculum.

Psicologo infantile: la specializzazione

Il tirocinio può avere una durata variabile a seconda delle richieste dell’ordinamento universitario. Viene generalmente svolto presso enti e istituzioni, sotto la supervisione di professionisti che avranno modo di supportare il futuro psicologo dell’infanzia per fargli apprendere le dinamiche tipiche del lavoro, in tutte le sue caratteristiche e specificità. La teoria appresa sui libri non può sostituire l’applicazione diretta sul campo, contesto in cui l’apprendimento si affina e si consolida.

Dopo il tirocinio ci si può iscrivere per la partecipazione all’esame di stato, tappa obbligatoria per tutti coloro che vogliono diventare psicologi, non solo dell’infanzia. Il superamento dell’esame di stato consente l’iscrizione alla sezione B degli psicologi per i laureati presso il corso di di laurea in Psicologia triennale e alla sezione A per i laureati del corso di laurea Magistrale. Il buon esito dell’esame permette di iniziare l’esercizio della professione di psicologo. Ma il percorso continua per chi vuole specializzarsi in psicologia del bambino. Infatti sono presenti master universitari in Psicologia Infantile e altri corsi di specializzazione che orientano e qualificano per comprendere come agire a seconda del campo di intervento in cui si andrà a operare con i minori.

Una proposta è messa in campo dall’Università degli Studi Niccolò Cusano, tramite il master di secondo livello in Psicologia Pediatrica. Il fine del master è la formazione di psicologi esperti in Psicologia dell’infanzia, che possano maturare le competenze adeguate per disegnare gli interventi di valutazione e supporto in età evolutiva, tramite un approccio ampio e multidisciplinare.

 Cosa fa lo psicologo infantile

Il ruolo del professionista in psicologia dell’infanzia si concentra soprattutto sulle attività legate alle problematiche dello sviluppo dei bambini fini all’adolescenza. La formazione in questo preciso settore si raggiunge studiando Psicologia clinica, Psicologia dello sviluppo, e dopo aver svolto un periodo di formazione pratica presso le strutture incaricate ad occuparsi di infanzia.

Alcune di queste strutture sono di tipo territoriale e sanitario, come possono esserlo le strutture di Neuropsichiatria infantile o i centri di riabilitazione per l’infanzia. Solitamente lavora insieme ad altre figure e in collaborazione con la famiglia, e altri ambienti in cui il bambino è immerso. Ha dimestichezza e piena comprensione delle funzioni svolte e dell’utilità di utilizzo dei test psicodiagnostici e neuropsicologici. Le problematiche che affronta sono inerenti alle varie fasce d’età che corrispondono alla psicologia dell’infanzia. Si occupa delle difficoltà che può incontrare il bambino durante queste varie fasi di crescita, e di come reagisce lo sviluppo neurocognitivo, psicodinamico ed emotivo. Tutte gli aspetti della persona devono essere protetti e tutelati.

Pensiamo a quanto possa essere importante la figura dello psicologo infantile in questo periodo, in cui sentiamo spesso parlare di Disturbi dell’Attenzione, Oppositivi, e altro, che vanno ad intaccare il normale e sereno sviluppo della personalità. Ma ci sono anche altre problematiche che colpiscono con l’aumento dell’età: anoressia, psicosi infantile, ossessioni e compulsioni fino ad arrivare alla depressione.

Psicologia e psicoterapia con i bambini

professionisti in psicologia infantileUn altro aspetto interessante della psicologia infantile è la possibilità di lavorare direttamente con i bambini come psicoterapeuta. La specializzazione per diventare psicoterapeuti è un ulteriore passaggio formativo post laurea, non un master universitario ma un corso di specializzazione che può durare diversi anni. Tramite questo percorso di preparazione teorica e pratica si raggiunge il titolo di psicoterapeuta.
La psicoterapia con i bambini funziona, si avvale di tecniche e metodi utilizzati peculiari, che sono studiati appositamente per permettere al bambino di esprimere il proprio malessere e disagio emotivo o comportamentale. All’interno del setting psicoterapico si pone al centro la comunicazione e la relazione diretta.

Il professionista può utilizzare diversi strumenti, dalle tecniche di osservazione passando per i test da somministrare al bambino, attraverso i quali vengono definiti obiettivi e strategie di intervento. L’età dei pazienti prevede che i contenuti emersi siano sia di tipo verbale che di tipo non verbale, utili per la comprensione del funzionamento psichico del bambino. La psicologia infantile rappresenta la struttura teorica tramite la quale lo psicologo o psicoterapeuta comprendere la situazione individuale di ogni singolo piccolo paziente.

Psicologo infantile: quando serve?

In Italia assistiamo ancora a una stigmatizzazione di coloro che si rivolgono da uno psicologo, ahimè. Questo non giova alla società in generale e agli individui che ne fanno parte. Si crede, in alcuni casi, che chi affronta un percorso psicologico sia matto, abbia dei problemi oppure non sia in grado di affrontare la vita da solo. Niente di più sbagliato. Ognuno di noi può lavorare su degli aspetti di sé e trarre grande giovamento dalla psicologia per risolvere dinamiche personali difficili da affrontare senza supporto, come ansia o depressione. Se anche i bambini potessero interfacciarsi con il mondo della psicologia fin da piccoli probabilmente uno sviluppo in età adulta meno problematico sarebbe possibile.

Consigliamo ai genitori che sentono il bisogno di contattare uno specialista in psicologia pediatrica di farlo senza remore, soprattutto quanto un comportamento strano di un bambino fa sorgere qualche dubbio. L’esperto stesso sarà in grado di valutare se i comportamenti suddetti siano segnali di situazioni che prevedono l’aiuto di uno psicologo infantile.

Non è sempre facile individuare problemi nello sviluppo o nella natura comportamentale del bambino. Può essere utile recarsi dallo psicologo dell’infanzia quando un bambino mostra un improvviso cambiamento, stati d’umore particolarmente acuti e ingiustificati, ma anche in caso di mancanza di appetito o problemi del sonno, che possono nascondere disagi più profondi.

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